Vitigni Pugliesi

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Bacca Rossa

Uva rossa semiaromatica. Alcuni ritengono provenga dalla Grecia, altri dalla Toscana, L’Aleatico è vitigno dalla discreta vigoria e con produttività media viene coltivato all’Isola d’Elba, nel Lazio ed in Puglia. La varietà è coltivata anche in Corsica e nelle repubbliche dell’Asia Centrale dell’ex Unione Sovietica (Kazakistan, Uzbekistan).
La vendemmia dell’Aleatico si svolge, di norma, negli ultimi giorni di settembre.

Uva rossa semiaromatica. Alcuni ritengono provenga dalla Grecia, altri dalla Toscana, L’Aleatico è vitigno dalla discreta vigoria e con produttività media viene coltivato all’Isola d’Elba, nel Lazio ed in Puglia. La varietà è coltivata anche in Corsica e nelle repubbliche dell’Asia Centrale dell’ex Unione Sovietica (Kazakistan, Uzbekistan).
La vendemmia dell’Aleatico si svolge, di norma, negli ultimi giorni di settembre.

Il Negroamaro (o Negramaro) è un vitigno a bacca nera di origini incerte, forse introdotto dai greci e coltivato quasi esclusivamente in Puglia, principalmente nel Salento. E’ tra le più diffuse uva a bacca nera coltivata in Italia, il suo nome deriva dal termine dialettale “niuru maru“, per il caratteristico colore nero dell’acino e il sapore ticamente amarognolo del vino che se ne ricava. Matura a fine settembre – primi di ottobre. Predilige terreni calcareo-argillosi, ma si adatta bene anche ad altri tipi di terreni e a climi caldi e aridi.

Vitigno a bacca rossa.
Coltivato soprattutto in provincia di brindisi.
Ha una media vigoria e anche le produzioni sono discrete.
Presente nella doc ostuni solitamente assemblato assieme ad altro vitigno autoctono come l’ottavianello.

Vitigno a bacca nera.
La sua denominazione deriva dalla precocità con cui le sue uve giungono a piena maturazione.
Molto diffuso nella provincia di Taranto (Manduria, Sava, Lizzano) Bari (Gioia del Colle) Brindisi e Lecce, dal punto di vista aromatico c’è una differenza tra quello coltivato a Gioia del Colle e quello coltivato in Manduria.
Molto apprezzato e diffuso anche in California, dov’è conosciuto con il nome di Zinfandel.
La sua origine è incerta. Il suo arrivo in Puglia lo si deve ai Benedettini che lo introdussero a Gioia del Colle nel 1600.
Il primo prodotto si ottiene tra la fine di agosto e i primi di settembre. Il secondo prodotto, ”racemi”, matura piu’ tardi.

Il Susumaniello, vitigno a bacca rossa, presente nella provincia di brindisi. Veniva impiegato per la produzione di filtrato dolce acquistato da case vinicole nel nord Italia.
Con l’esaurirsi della domanda, l’interesse per quest’uva nei fatti decade. La particolarità di questo vitigno è che ha un’ alta buona produttività iniziale e successivamente la produzione per ceppo cala sino a raggiungere dei livelli bassissimi (1,000 – 1,200 kg per vite). Questa caratteristica insieme ad una intensità colorante, una naturale ricchezza di zuccheri e buona acidità di acidità totale oggi ha permesso la sua riscoperta come uva da cui ottenere grandi vini rossi.
Matura entro la prima metà di settembre.

Vitigno rosso diffuso nelle province di Bari e Foggia.
Si ritiene che vi sia stato importato dagli elleni ai tempi della Magna Grecia.
Si ipotizza che prenda il nome dal paese di Troia in provincia di Foggia Entra come base per la vinificazione di molti vini doc come il Rosso di Canosa, il Cacc’e mmitte di Lucera e l’Orta Nova.
Matura nella prima metà di ottobre.

Bacca Rossa

Uva rossa semiaromatica. Alcuni ritengono provenga dalla Grecia, altri dalla Toscana, L’Aleatico è vitigno dalla discreta vigoria e con produttività media viene coltivato all’Isola d’Elba, nel Lazio ed in Puglia. La varietà è coltivata anche in Corsica e nelle repubbliche dell’Asia Centrale dell’ex Unione Sovietica (Kazakistan, Uzbekistan).
La vendemmia dell’Aleatico si svolge, di norma, negli ultimi giorni di settembre.

Uva rossa semiaromatica. Alcuni ritengono provenga dalla Grecia, altri dalla Toscana, L’Aleatico è vitigno dalla discreta vigoria e con produttività media viene coltivato all’Isola d’Elba, nel Lazio ed in Puglia. La varietà è coltivata anche in Corsica e nelle repubbliche dell’Asia Centrale dell’ex Unione Sovietica (Kazakistan, Uzbekistan).
La vendemmia dell’Aleatico si svolge, di norma, negli ultimi giorni di settembre.

Il Negroamaro (o Negramaro) è un vitigno a bacca nera di origini incerte, forse introdotto dai greci e coltivato quasi esclusivamente in Puglia, principalmente nel Salento. E’ tra le più diffuse uva a bacca nera coltivata in Italia, il suo nome deriva dal termine dialettale “niuru maru“, per il caratteristico colore nero dell’acino e il sapore ticamente amarognolo del vino che se ne ricava. Matura a fine settembre – primi di ottobre. Predilige terreni calcareo-argillosi, ma si adatta bene anche ad altri tipi di terreni e a climi caldi e aridi.

Vitigno a bacca rossa.
Coltivato soprattutto in provincia di brindisi.
Ha una media vigoria e anche le produzioni sono discrete.
Presente nella doc ostuni solitamente assemblato assieme ad altro vitigno autoctono come l’ottavianello.

Vitigno a bacca nera.
La sua denominazione deriva dalla precocità con cui le sue uve giungono a piena maturazione.
Molto diffuso nella provincia di Taranto (Manduria, Sava, Lizzano) Bari (Gioia del Colle) Brindisi e Lecce, dal punto di vista aromatico c’è una differenza tra quello coltivato a Gioia del Colle e quello coltivato in Manduria.
Molto apprezzato e diffuso anche in California, dov’è conosciuto con il nome di Zinfandel.
La sua origine è incerta. Il suo arrivo in Puglia lo si deve ai Benedettini che lo introdussero a Gioia del Colle nel 1600.
Il primo prodotto si ottiene tra la fine di agosto e i primi di settembre. Il secondo prodotto, ”racemi”, matura piu’ tardi.

Il Susumaniello, vitigno a bacca rossa, presente nella provincia di brindisi. Veniva impiegato per la produzione di filtrato dolce acquistato da case vinicole nel nord Italia.
Con l’esaurirsi della domanda, l’interesse per quest’uva nei fatti decade. La particolarità di questo vitigno è che ha un’ alta buona produttività iniziale e successivamente la produzione per ceppo cala sino a raggiungere dei livelli bassissimi (1,000 – 1,200 kg per vite). Questa caratteristica insieme ad una intensità colorante, una naturale ricchezza di zuccheri e buona acidità di acidità totale oggi ha permesso la sua riscoperta come uva da cui ottenere grandi vini rossi.
Matura entro la prima metà di settembre.

Vitigno rosso diffuso nelle province di Bari e Foggia.
Si ritiene che vi sia stato importato dagli elleni ai tempi della Magna Grecia.
Si ipotizza che prenda il nome dal paese di Troia in provincia di Foggia Entra come base per la vinificazione di molti vini doc come il Rosso di Canosa, il Cacc’e mmitte di Lucera e l’Orta Nova.
Matura nella prima metà di ottobre.

Bacca Bianca

Uno dei vitigni più diffusi anticamente, originario della Grecia. E’ diffuso in quasi tutta la penisola.
Predilige terreni calcarei ed un clima asciutto e ventilato, ma tollera bene anche la siccità estiva. Ha una buona produttività e vigoria.
La polpa ha il caratteristico sapore dolce e aromatico.
Da questo vitigno a bacca bianca nasce il moscato di trani, un vino dolce naturale prodotto nella provincia di bari e foggia. Matura a metà settembre.

Vitigno a bacca bianca.
E’ coltivato in puglia, soprattutto nelle zone di Ruvo e Corato e in provincia di Bari. Utilizzato principalmente nella doc castel del monte, e spesso in assemblaggio con chardonnay e bombino bianco.
Ha buone produttività ed elevata resa in mosto.
Matura tra la fine di settembre e i primi di ottobre.

Vitigno a bacca bianca, coltivato soprattutto nella provincia di taranto.
E’ presente in doc importanti quali Locorotondo, Martina e Gravina, assieme ad altre uve a bacca bianca come il bombino bianco e trebbiano.
Matura tra settembre ed ottobre.

Vitigno a bacca bianca dalle antiche origini. Diffuso nella zona zona della murgia e valle d’itria. mediamente vigoroso con buona produttività nelle zone più vocate. Raggiunge piena maturazione entro i primi giorni di ottobre. Presente nelle doc gravina, locorotondo, martina.

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Bacca Bianca

Uno dei vitigni più diffusi anticamente, originario della Grecia. E’ diffuso in quasi tutta la penisola.
Predilige terreni calcarei ed un clima asciutto e ventilato, ma tollera bene anche la siccità estiva. Ha una buona produttività e vigoria.
La polpa ha il caratteristico sapore dolce e aromatico.
Da questo vitigno a bacca bianca nasce il moscato di trani, un vino dolce naturale prodotto nella provincia di bari e foggia. Matura a metà settembre.

Vitigno a bacca bianca.
E’ coltivato in puglia, soprattutto nelle zone di Ruvo e Corato e in provincia di Bari. Utilizzato principalmente nella doc castel del monte, e spesso in assemblaggio con chardonnay e bombino bianco.
Ha buone produttività ed elevata resa in mosto.
Matura tra la fine di settembre e i primi di ottobre.

Vitigno a bacca bianca, coltivato soprattutto nella provincia di taranto.
E’ presente in doc importanti quali Locorotondo, Martina e Gravina, assieme ad altre uve a bacca bianca come il bombino bianco e trebbiano.
Matura tra settembre ed ottobre.

Vitigno a bacca bianca dalle antiche origini. Diffuso nella zona zona della murgia e valle d’itria. mediamente vigoroso con buona produttività nelle zone più vocate. Raggiunge piena maturazione entro i primi giorni di ottobre. Presente nelle doc gravina, locorotondo, martina.

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